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AHRIMAN Internazionale

Il nostro programma è il ritorno del rimosso

Protestate contro la censura dell'edizione speciale della nostra rivista KETZERBRIEFE pubblicata in sostegno di Roman Polanski!


Il governo tedesco ha censurato l'edizione sulla base della menzogna inaudita che i testi ne contenuti propagandassero degli atti di pedofilia. In fatti, essi non lo fanno mai.


Il governo tedesco ha censurato il numero 157/158 della rivista politica KETZERBRIEFE (LETTERE ERETICHE) della casa editrice AHRIMAN, una edizione speciale di circa 100 pagine dedicata alla difesa di Roman Polanski. Per mezzo di questa decisione la brossura è stata messa su un indice (chiamato "lista dei media sconsigliati ai minori") di pubblicazioni escluse del commercio librario regolare sotto punibilità di reclusione o multa.

Considerate per favore, prima di continuare di leggere, che già la sola diffusione dell'informazione di questo atto arbitrario è minacciata di punizione da parte delle stesse autorità dello stesso Stato che fa uso di questo atto rispettivamente commette tali atti.

La censura di questa brossura è stata ordinata di una commissione di tre censori donne del cosiddetto "ufficio federale di controllo per i media sconsigliati ai minori" che appartiene al Ministero Tedesco di Famiglia. La decisione fu fondata sulla cosiddetta "Legge contro letteratura oscena e cattiva" tedesca1, nel frattempo cambiata di nome in "Legge per la protezione della gioventù", che fu adottata nel 1953 da parte del governo mezzo-dittatorio cattolico per la pelle di Adenauer in seguito all'istigazione delle due grande Chiese Tedesche. Le motivazioni addotte per questa decisione consistono esclusivamente in una menzogna inaudita: I censori asseriscono che l'edizione della rivista, particolarmente un numero di rapporti personali autentici di testimoni ne contenuti propagassero dei contatti sessuali fra adulti e bambini! (In fatti, esso semplicemente sostengono la teoria di Freud sulla sessualità infantile in una maniera abbastanza accademica, sostenuti di una seria di sobri documenti riportati.)

Deve essere constatato: L'edizione censurata delle KETZERBRIEFE non contiene niente che suggerisca o persino raccomandi o anche giustifichi delle attività sessuali – o persino soltanto vagamente sessuali – di persone sessualmente mature con minorenni primo della pubertà!

L'edizione incriminata delle KETZERBRIEFE pubblicata in dicembre 2009 documenta la contribuzione attiva di AHRIMAN – incluso la raccolta di migliaia firme di protesta per esempio sulla fiera del libro internazionale di Francoforte – alla campagna internazionale per il rilascio del regista famoso in tutto il mondo che fu arrestato di ostaggio dal governo svizzero. Inoltre l'edizione della rivista mette il caso Polanski nel suo contesto più largo, cioè l'introduzione progettata (e già iniziata) degli islamoidi-puritani US-leggi su offese sessuali in tutti i paesi dell'Unione Europea (da essere seguita nel globo intero, naturalmente). Nel editoriale la nota autrice e medico Kerstin Steinbach analizza il modo nel quale questo inasprimento severo della legislazione europea viene attualmente, ovviamente in seguito a una direttiva del US governo, spiegata in fretta per mezzo di una massiccia campagna di media fomentando una isteria di pedofilia abbastanza comparabile alla mania della caccia alle streghe. Nell'interesse di una discussione senza pregiudizi e libera di paura sulla questione dell'autodecisione sessuale l'edizione contiene particolarmente un numero di rapporti autentici di testimoni soprattutto inviati da lettori personalmente conosciuti agli editori, tutti di rango ed educazione accademici, nei quali descrivono ricordi, attività, osservazioni o fantasie di bambini, rispettivamente della loro propria infanzia, in relazione alla sessualità che hanno vissuti o avevano potuto osservare nella loro propria vita. L'edizione è completato di un articolo della giovane psicanalista tedesca Simone Reißner chi indaga il fenomeno della pedofilia reale alla luce della psicanalisi classica. In contrasto dell'asserzione sollevata da parte dell'"ufficio federale" in questi testi che discutano la questione della autodecisione sessuale dai diversi punti di vista di analisi politica, esperienze individuali autentiche e ricerca psicanalitica non si può trovare un'unica sentenza che suggerisca o raccomandi degli atti di pedofilia – si tratta di una semplice menzogna! (Certamente, può darsi che Lei altrettanto come ogni altra persona non condivide le nostre conclusioni, scopi o opinioni in generale, addirittura ferventemente contrasta ad essi – ma questo è un altra cosa.)

È noto al minimo dal caso del "libro del porcino" (un libro illustrato per bambini critico alla religione) della casa editrice tedesca ALIBRI, che questo ufficio disprezzabile di censori eseguisce la soffocazione di scritti sgraditi ad esso (o alla Chiesa) sulla base di asserzioni intenzionalmente false, cioè che reprime questi scritti a causa di frase che non possono essere trovate in nessuna parte di essi. (Nel caso del "libro del porcino" a causa di una critica immaginaria della "razza ebraica", mentre si poteva chiaramente vedere che si trattava di una critica dei dogmi della Bibbia – o nel nostro caso l'asserzione di un appello per la pedofilia dal quale si può trovare nel nostro libro almeno così poco come in ogni enciclica papale; ma per mezzo della repressione dell'originale la menzogna è supposta di non essere più verificabile.) Presumiamo un numero molto grande di casi non pubblicati di menzogne e soffocazioni simili per gli stessi malfattori cioè un combattimento insolitamente cinico e vasto della libertà di opinione sotto pretesti straordinariamente mendaci.

In riguardo all'esperienza storica sinistra della Germania del rogo pubblico di libri nel 1933 dai fascisti di Hitler e gli 12 anni seguenti di censura governativa totale l'articolo 5 della Costituzione Tedesca di 1949 garantisce solennemente la libertà dell'espressione e d'informazione, dell'arte e della scienza ed aggiunge esplicitamente: 'Una censura non ha luogo'. Il cosiddetto "Ufficio Federale per i media sconsigliati ai minori" fondato in disprezzo di questo articolo da parte di Adenauer già nel 1953 come un nuovo ufficio governativo di censori sotto il pretesto di "proteggere i giovani" ha percorso una lunga ed infame storia di censura soffocante (non limitato alla Germania, ovvio – ricordate ad es. i casi famosi di Baudelaire o 'Madame Bovary') mettendo su questo indice, nel corso degli anni, migliaia e migliaia di pubblicazioni considerate di essere 'immorale' nel senso della 'cultura cristiana-occidentale', tra loro numerose opere della letteratura universale, per es. di Henry Miller, Donatien A.F. de Sade, Pierre Louys e molti altri. Già da lungo, editori tedeschi hanno domandato, da notare ad esempio una mozione pubblica adottata da famose case editrici tedeschi nel 1968, "di mettere fine al potere quasi illimitato dell'Ufficio Federale".

Quest'ultimo, ancora, non solo ha continuato le sue attività anticostituzionali dietro porte chiuse fino ad oggi, ma nei tempi più recenti le ha estese sempre di più a pubblicazioni di contenuto chiaramente politico o critiche sulla religione. Nel caso nostro persino un saggio psicanalitico fu messo sull'indice – meno di ottant'anni dopo che i Nazisti avevano pubblicamente bruciato gli scritti di Sigmund Freud sulla piazza d'Opera a Berlino.

È il Suo protesto che conta adesso. Solo forte proteste internazionali saranno capaci di forzare il governo tedesco di revocare questo atto di censura rimuovendo l'edizione della rivista censurata dal suo indice (infatti esistono esempi di successo in casi simili – nella nostra casa editrice il "Fattore di Miti" di Hyam Maccoby, rispettivamente la sua presentazione pubblica, era stata colpita, recentemente il "Libro del Porcino" di ALIBRI – sempre l'attenzione e la vigilanza internazionale furono decisivi).
Il prossimo passo nella procedura sarà un audizione il 2° dicembre 2010 in seduta a porte chiuse davanti ad una commissione di dodici membri dell'ufficio dei censori (invece di una commissione di tre membri), e quando l'atto di censura non sarà revocato a questa occasione, dovremo sporgere querela e batterci un procedimento giudiziario per anni se non per decenni (ci sono numerosi esempi provando che questo prognosi è realistico). Soltanto quando risulta chiaro da numerose lettere di protesta indirizzate all'ufficio di censura che il pubblico internazionale osserva attentamente il caso, ci sarà una chance di ristabilire la libertà di espressione e della scienza, almeno in questo caso abbastanza esemplare, come garantita dalla Costituzione Tedesca.

Potete trovare la decisione di censura come anche la nostra obiezione sul nostro sito d'internet www.ahriman.com in originale tedesco ed anche tradotte in italiano ed altre lingue eppure un numero di lettere di protesta inviate all'ufficio di censura. Vi preghiamo di diffondere l'informazione attuale e di invitare anche altra gente a protestare contro questo atto di censura! Siamo a vostra disposizione per ogni domanda o informazione ulteriori.

Vi preghiamo di mandare le vostre lettere di protesta a (e di inviarci una copia della vostra lettera):

Bundesprüfstelle für jugendgefährdende Medien
Rochusstr. 10
53123 Bonn
Germania
Fax: + 49-228-379014

E-mail: info@bpjm.bund.de

(Non dimenticare mai di citare il numero di protocollo: Pr. 389/10)


Casa editrice AHRIMAN



1 Il nome originale di questa legge tedesca si chiama "Gesetz gegen Schmutz und Schund" ed è difficile di tradurre letteralmente perché Schmutz = sporcizia, Schund = porcheria – parole che in italiano non si usa per scritti e che riflettano molto bene il contesto storico di questa legge.